Dott. Michele Balboni

Ecografia muscolo-tendinea nello sportivo… ma non solo

L’ecografia muscolo-tendinea è spesso associata agli infortuni sportivi, ma la sua utilità va ben oltre lo sport. Dolore, gonfiore, limitazione del movimento o perdita di forza possono interessare persone di ogni età e con livelli di attività molto diversi.

Che cosa permette di vedere

L’esame consente di studiare in tempo reale muscoli, tendini, legamenti superficiali, borse, articolazioni, nervi e altri tessuti molli. La possibilità di osservare una struttura durante il movimento e di confrontarla con il lato opposto rappresenta uno dei principali vantaggi dell’ecografia.

Può essere utile nella valutazione di:

  • tendinopatie e lesioni dei tendini, comprese cuffia dei rotatori e tendine d’Achille;
  • contratture, stiramenti e lesioni muscolari;
  • distorsioni e lesioni di legamenti superficiali;
  • borsiti, versamenti e processi infiammatori articolari o periarticolari;
  • cisti, raccolte e formazioni dei tessuti molli.

Nello sportivo

Nello sport l’ecografia può aiutare a identificare la sede e l’estensione di una lesione, controllarne l’evoluzione e contribuire alla programmazione del recupero insieme alla valutazione clinica e funzionale.

…ma non solo

Le stesse alterazioni possono comparire anche per sovraccarico lavorativo, movimenti ripetitivi, postura, degenerazione legata all’età o piccoli traumi quotidiani. L’esame è quindi indicato non soltanto per chi pratica sport, ma per chiunque presenti sintomi a carico dell’apparato muscolo-scheletrico.

Limiti e integrazione con altri esami

L’ecografia è particolarmente efficace per le strutture superficiali, ma non sostituisce sempre radiografie o Risonanza Magnetica. La scelta dell’esame più appropriato dipende dalla sede, dal sospetto clinico e dalla profondità delle strutture da valutare.

Fonte informativa: RadiologyInfo.org, “Musculoskeletal Ultrasound”, aggiornato il 19 marzo 2025.